Madonna Dell’Olio

Santuario Madonna Dell’Olio

Altare Madonna Dell’Olio
Prospetto cappella del Santuario di Madonna Dell’Olio

Il Santuario della Madonna dell’Olio sorge nell’aperta verde campagna sul declivio d’una estesa ubertosa collina, a 660 m. di altitudine, nel territorio del Comune di Blufi, provincia di Palermo, diocesi di Cefalù. La chiesa è stata sempre denominata col titolo di “Madonna dell’Olio”. Tale denominazione si pensa derivi dal famoso olio minerale che, da tanti secoli, affiora in una vicina fonte e viene adoperato, con devozione mariana, come farmaco efficacissimo nelle malattie cutanee e come rimedio vermifugo. Non si esclude la possibilità che la denominazione possa essere derivata anche dall’abbondanza d’oliveti nella zona, in tempi remoti.

Nel secolo decimosecondo già esisteva una cappella dedicata alla Madonna dell’Olio. L’antica piccola cappella, di cui sono rimaste le larghissime mura, venne modificata, ampliata e allungata nel secolo XVII. Un manoscritto della prima metà del secolo scorso (1832), dando informazioni al governo borbonico sul santuario della Madonna dell’Olio, fa risalire la prima origine della cappella al secolo ottavo, così scrivendo: ” è fuor di dubbio che quel Santuario è soggetto al Rev.mo Arciprete di Petralia Soprana, che la Chiesa nell’ottavo secolo fu costruita dai fedeli sparsi nell’economie di quelle vicine campagne, e riedificata dalla pietà del clerico D. Francesco Ferrara di detta Petralia nel 1762″. Secondo il giudizio di esperti archeologi, le pietre intagliate che stanno all’orlo della predella dell’altare maggiore sono certamente del secolo XII. La facciata, realizzata secondo lo stile architettonico del ‘700 siciliano, presenta elementi d’artigianato locale, un portale in pietra e uno snello campanile con 2 archi, volute laterali e cuspidi in cima.

Il piccolo artistico campanile, colpito da un fulmine, era stato ricostruito nel 1889, tutto in pietre ben intagliate e lavorate. In epoca recente, presentando qualche lesione e pericolo, invece di ripararlo, alcuni decisero di demolirlo e abolirlo completamente. In sua vece venne costruito, in cemento armato, un nuovo ordinario borghese campanile. Sul frontale della chiesa spiccava, fino al giorno in cui fu rubato insieme alle due preziose tele, l’antico stemma gentilizio, in marmo, di un alto ufficiale dei Cavalieri di Malta. Lo stemma gentilizio apparteneva al balì, dell’Ordine dei Cavalieri di Malta, D. Pietro Marcello, di famiglia torinese, Commendatario della Commenda di Polizzi Generosa.

Il prospetto della chiesa acquistò più ampio respiro con il nuovo ampliato piazzale, a mattonelle di asfalto, eseguito nel 1970, dove all’estremità venne innalzata il tredici agosto 1973 una artistica stele mariana. Sul piazzale si affacciano anche i locali che circondano il santuario realizzati in varie epoche i quali ospitano il vecchio e il nuovo convento appartenente ai frati minori cappuccini e il salone di recente costruzione nel quale si tengono incontri religiosi, conferenze e le messe con maggiore affluenza in quanto il piccolo santuario ha una capienza ridotta rispetto alla mole di fedeli che richiama.